Sistemi per la disinfezione dell'acqua a irraggiamento ultravioletto
tra le numerose proprietà dei raggi ultravioletti, la funzione disinfettante di una lampada in grado di emanare raggi uv, consente di neutralizzare la maggioranza dei batteri presenti nell'acqua, ottenendo un'acqua pura del punto di visita fisico, lampade UV da 9000:10000 ore
Le norme sulla potabilità dell'acqua, stabiliscono che l'acqua potabile non deve contenere batteri patogeni come E.coli o Enterococchi intestinali, che devono essere assenti in o Enterococchi intestinali, che devono essere assenti in 100 ml di acqua
L'elenco più comune dei batteri ricercati nelle analisi dell'acqua include:
batteri coliformi,
Escherichia (E.coli)
Enterococchi
enterococchi
Pseudomonas aeruginosa
Clostridium perfringens
Legionella e la carica microbica totale a diverse temperature (22°C e 36°C).
Questi indicatori servono a valutare la presenza di contaminazione e i rischi per la salute.
lampade uv per applicazioni variabili e versatili
I sistemi UV possono essere utilizzati per disinfettare l'acqua in un'ampia varietà di applicazioni, tra cui acqua potabile, acque reflue, acque di processo, piscine e stagni. Le lampade UV sono disponibili in wattaggi da 4 W fino a 1.000 W, consentendo di progettare sistemi di disinfezione per installazioni municipali di piccole (litri/min) fino a molto grandi che utilizzano diverse centinaia di lampade.
solitamente le lampade uv hanno bisogno da 15 a 30 minuti per il raggiungimento della lunghezza d'onda ideale alla rimozione dei batteri, una caratteristica che rende superiori le lampade instant start. è la loro esclusiva capacità di raggiungere all'istante la lunghezza d'onda efficace
la luce ultravioletta
La luce ultravioletta germicida (UV-C) fa parte di una categoria più ampia: la luce ultravioletta, che include anche i raggi UV-A e UV-B, la luce ultravioletta si trova tra i raggi X e la luce visibile.
Sebbene tutte e tre queste sottocategorie (UV-A, UV-B e UV-C) siano prodotte dal sole, l'ozono terrestre impedisce il passaggio di alcuni raggi UV-B e di tutti i raggi UV-C. Poiché la luce UV-C è dannosa per gli occhi e la pelle, la disinfezione diretta dell'aria e delle superfici deve essere utilizzata solo in aree non occupate (o dove gli occupanti indossino adeguati dispositivi di protezione).
le lampade uv distruggono i batteri
Come mostrato in questa tabella, i raggi UV-C differiscono dai raggi UV-A e UV-B per la dimensione delle loro lunghezze d'onda. Le lampade UV germicide instant start producono il 95% dei loro raggi a 254 nanometri, la lunghezza d'onda specifica che distrugge la struttura del DNA di batteri, virus e muffe nocivi. Dopo la corretta dose di raggi UV, questi microrganismi non sono in grado di riprodursi e vengono resi innocui.
lampada di ricambio uv instant start da inserire nel siluro di quarzo a contatto con l'acqua
Le lampade ai raggi UV in versione instant start, consentono l'ottimizzazione a 0,1 secondo del tempo occorrente per raggiungere il massimo irraggiamento, questo tipo di lampada, può essere attivata all'istante tramite utilizzo di flussostato
irraggiamento uv necessario per la sterilizzazione dell'acqua
la radiazione UV con lunghezza d’onda da 240 a 280 nm attacca il DNA dei batteri, dei virus e dei microorganismi
La disinfezione germicida a raggi ultravioletti è rapida, richiede poca manutenzione e non utilizza sostanze chimiche né produce sottoprodotti. Per ottenere una corretta disinfezione di acqua, aria o superfici, ogni mezzo deve essere esposto alla luce UV-C (alla lunghezza d'onda di 254 nanometri) per un periodo di tempo appropriato, a seconda dell'intensità della lampada UV utilizzata.
Quando utilizzato per disinfettare l'acqua, l'UV-C dovrebbe essere il passaggio finale prima dell'uso. È progettato per trattare acqua visivamente limpida, non colorata, torbida o torbida. Quando utilizzato per la disinfezione delle superfici, potrebbero essere necessari più cicli di trattamento in punti in cui i raggi UV sono ostruiti
un sistema di disnfezione per acqua, si ottiene inserendo una lampada uv all'interno di un siluro di quarzo, si consente l'irradiazione disinfettante in una camera preposta, dove l'acqua al suo passaggio viene sterilizzata
sistemi di disinfezione uv completi
raccomandato l'inserimento del sistema di trattamento uv, come trattamento finale di altri sistemi che privano l'acqua di componenti meccanici come calcare,sabbia
necessariamente dopo un sistema di trattamento ad osmosi, assicurarsi che i batteri vengano eliminati dall'acqua da bere
impianti ad ultravioletti monolampada, versioni basiche + versioni instant start
disponiamo di versioni con controllo dell'irraggiamento in tempo reale, la funzione di monitoraggio evita malfunzionamenti dovuti a lampade guaste, esaurite, mancanza di alimentazione elettrica, quarzo opaco, ecc.
gli impianti multilampada consentono di aumentare significativamente le portate di acqua trattata disinfettata
impianti a raggi ultravioletti per il trattamento dell'acqua delle piscine, annulla o diminuisce notevolmente l'utilizzo di cloro
descrizione degli impianti instant start
i debatterizzatori a irraggiamento UV pippohydro sono composti da una l o più lampade ultravioletti inserite all'interno di un siluro di quarzo che ne consente la tenuta stagna, il quarzo a sua volta è inserito in un vessel con corpo in acciaio inox. La fornitura comprende la struttura in acciaio inox aisi 304 oppure aisi 316, lampada UV durata 10000 ore c.a. con funzionamento instant start, conta ore, centralina elettronica di controllo. Lo sterilizzatore pippohydro è un apparato elettronico che consente l'irradiazione dei raggi ultra-violetti, regolati su una larghezza d’onda di 2537 Angstrom, l’acqua contaminata; in pratica sostituisce, moltiplicandola ed intensificandola, l’azione dei raggi solari che è la forma naturale di sterilizzazione. Non altera, quindi, le caratteristiche chimiche, fisiche ed organolettiche dell’acqua e, oltre che sui comuni tipi di Batteri (E. Coli - A. aerogenes - S. faecalis, ecc.), sviluppa la sua azione germicida anche nei confronti di Virus (Epatite - Poliom. I/ II/III - Influenza - ECHO 7 - Coxsakie A9, ecc.), Lieviti, Muffe.
La manutenzione deve essere effettuata solo da personale che sia stato addestrato e autorizzato per questo lavoro dal possessore e/o utilizzatore. Il possessore e/o utilizzatore deve essere sicuro che il personale per la manutenzione abbia familiarità con le misure di sicurezza ed i regolamenti, e che li osservi; inoltre deve aver letto e compreso le istruzioni operative. Devono essere usate solo parti di ricambio originali del fornitore. Questi sono gli intervalli di intervento consigliati per le parti di ricambio. - Cambio delle lampade dell’UV ogni 10000 ore. - Cambiare una volta all’anno gli o-ring di tenuta. - La frequenza di pulizia del quarzo portalampade dipende dalla qualità dell’acqua trattata.
breve descrizione delle operazioni di sostituzione della lampada UV
Procedura per la sostituzione della lampada UV (9000 h max.)
1. Disinserire l’accenditore dalla rete elettrica
2. Sollevare, ruotando leggermente, la calotta, allentare attentamente il raccordo elettrico quadripin ed estrarre la lampada dalla guaina
3. Rimuovere la nuova lampada dall’imballo maneggiandola con cura dalle estremità. Evitare di toccare il quarzo della lampada direttamente con le mani. Eventualmente usare dei guanti.
4. Inserire la nuova lampada nella guaina dello sterilizzatore 5. Attaccare la lampada al raccordo quadripin e rimettere la calotta copricontatto 6. Ricollegare l’apparecchio alla rete elettrica
IMPORTANTE! Per la sostituzione della lampada non è necessario interrompere il flusso dell’acqua.
breve descrizione delle operazioni di pulizia della guaina di quarzo
Procedura per la pulizia della guaina siluro al quarzo
1. Disalimentare elettricamente la centrale dalla rete elettrica e chiudere l’acqua in ingresso
2. Rimuovere la lampada, sfilandola dal siluro di quarzo
3. Scaricare l’impianto dall’acqua.
4. Svitare il bloccaguaina ed estrarre la guaina al quarzo con cura facendo attenzione a non danneggiare o-ring
5. Pulire la guaina strofinandola con un panno imbevuto con una soluzione debolmente acida (aceto o limone)
6. Inserire il siluro di quarzo (guaina della lampada uv) assicurandosi di centrare la molla che serve da guida posta sul fondo della struttura inox, mettere l’o-ring sulla guaina quindi stringere il bloccaguaina; posizionare l’o-ring nella sede del bloccaguaina, inserirvi la guaina sino a scontro quindi avvitare sul collettore.
7. Aprire l’acqua controllando che non vi siano perdite
8. Rimontare la lampada, il raccordo elettrico quadripin e la calotta copricontatto
9. Accendere il sistema UV.
Decreto del Ministero della Salute n.443 del 21 dicembre 1990 “Regolamento recante disposizioni tecniche concernenti apparecchiature per il trattamento domestico di acque potabili”
Decreto del Ministero della Salute n.443 del 21/12/1990 – requisiti e caratteristiche delle apparecchiature per il trattamento e la depurazione dell’acqua destinata al consumo umano.
Decreto che stabilisce i requisiti delle diverse apparecchiature per il trattamento domestico delle acque destinate al consumo umano. Il decreto non si applica alle apparecchiature destinate al trattamento di acque potabili destinate ad uso tecnologico. In questo caso deve essere previsto un dispositivo in grado di assicurare il non ritorno dell’acqua trattata nella rete potabile. Sono ammesse solo le apparecchiature che consentono di rispettare i limiti dei parametri previsti nell’Allegato I del DPR 236/88, che siano installate in locali igienicamente idonei e costruite con materiali in grado di rispondere alla normativa vigente sulle sostanze a contatto con acqua potabile. Le apparecchiature devono essere installate prevedendo punti di prelievo a monte ed a valle, un sistema di by-pass, un sistema in grado di assicurare il non ritorno dell’acqua ed un contatore a monte del sistema. Infine devono essere installate da personale qualificato, secondo le regole dell’arte, e collaudate. L’impianto deve essere notificato all’unità sanitaria locale di competenza. In particolare devono essere rispettate le seguenti condizioni: Addolcitori a scambio ionico: - devono essere dotati di dispositivo di rigenerazione automatica, che deve avvenire almeno ogni quattro giorni; - devono essere dotati di un sistema automatico di disinfezione durante la rigenerazione oppure di un sistema di post-disinfezione continua; - devono essere dotati di sistemi di miscelazione dell’acqua trattata con quella greggia al fine di mantenere la durezza entro i limiti previsti nel DPR 236/88; - le resine utilizzate devono rispondere ai requisiti richiesti per l’uso in campo alimentare.Dosatori di reagenti chimici: - il dosaggio deve risultare proporzionale alla portata da trattare in qualsiasi condizione di utilizzo; - i reagenti utilizzati devono avere purezza adeguata all’utilizzo in campo alimentare o per il trattamento delle acque potabili; - le confezioni dei prodotti utilizzati devono riportare la composizione quali - quantitativa e il campo d’impiego;Apparecchi ad osmosi inversa: - il funzionamento deve essere completamente automatizzato; - deve essere presente un dispositivo di non ritorno anche sullo scarico dell’apparecchiatura; - le membrane e gli altri componenti dell’impianto a contatto con l’acqua devono rispondere alle prescrizioni previste per i materiali a contatto con alimenti e bevande; - se è previsto un serbatoio di raccolta a valle del trattamento, l’apparecchiatura deve essere dotata di un sistema di disinfezione in continuo preferibilmente basato su cloro o suoi derivati oppure mediante trattamento a lampade UV; - nel pretrattamento dei sistemi ad osmosi inversa sono ammessi filtri a carbone attivo e microfiltri; - eventuali prodotti chimici utilizzati nel pretrattamento devono rispondere alle prescrizioni di purezza previste per l’uso in campo alimentare o nel trattamento delle acque potabili. Filtri meccanici: - sono ammessi solo filtri meccanici con rete sintetica o metallica in grado di trattenere particelle sospese di dimensioni non inferiori ai 50 micron. I filtri devono essere facilmente lavabili, automaticamente o manualmente. Sistemi fisici: - si stabiliscono dei limiti, verso l’esterno, ai campi elettromagnetici non ionizzanti che, eventualmente, queste apparecchiature possono generare. Viene inoltre indicato che la rispondenza a tali limiti non è garanzia dell’efficacia di funzionamento. Filtri a struttura composita:- si prevede una approvazione da parte del Ministero della Sanità per i sistemi di questo tipo che risultino conformi al protocollo di sperimentazione allegato al Decreto. Inoltre viene specificato che i filtri a carboni attivi non possono essere utilizzati, da soli, per il trattamento domestico delle acque potabili. Essi potranno essere utilizzati se integrati con altri materiali o dispositivi, andando a ricadere sotto la dicitura di Filtri a struttura composita.
Decreto del Ministero della Salute n.174 del 06/04/2004 “Regolamento concernente i materiali e gli oggetti che possono essere utilizzati negli impianti fissi di captazione, trattamento, adduzione e distribuzione delle acque destinate al consumo umano”
Decreto del Ministero della Salute n.174 del 06/04/2004 – requisiti qualitativi dei materiali in contatto con l’acqua destinata al consumo umano.
Decreto che stabilisce i requisiti dei materiali che possono venire a contatto con acqua destinata al consumo umano utilizzati negli impianti fissi, al fine di evitare l’alterazione dell’acqua stessa, sia conferendole un carattere nocivo, sia modificandone sfavorevolmente le caratteristiche organolettiche, fisiche, chimiche e microbiologiche. Il Decreto si applica alla realizzazione di impianti nuovi e alle operazioni di sostituzione per manutenzione di impianti esistenti. Vengono definite le caratteristiche di molti materiali metallici, plastici ed altri e vengono date le disposizioni per l’inserimento di nuovi materiali nelle liste di accettazione. Questo Decreto si collega al punto 2 dell’articolo 9 del DL 31/01, il quale indica la necessità di emanazione di un documento che indichi le caratteristiche dei materiali a contatto con acqua destinata al consumo umano al fine di evitare la contaminazione dell’acqua stessa.
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